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    5월 18일

    L'uccello in chiesa..

    Da Viva Radio Due Di Fiorello e Baldini
    Andrea Bocelli  - L'Uccello in Chiesa

    Era d’agosto e un povero uccelletto,

    ferito dalla fionda d’un maschietto,

    andò, per riposare l’ala offesa,

    sulla finestra aperta d’una chiesa. 

     

    Dalle tendine del confessionale

    il parroco intravide l’animale

    ma, pressato dal ministero urgente,

    rimase intento a confessar la gente. 

     

    Mentre in ginocchio alcuni, altri a sedere,

    dicevano i fedeli le preghiere,

    una donna, notato l’uccelletto,

    lo prese al caldo e se lo mise al petto. 


     

    D’un tratto un cinguettio ruppe il silenzio e il prete a quel rumore

    il ruolo abbandonò di confessore

    e scuro in viso peggio della pece

    s’arrampicò sul pulpito e poi fece: 

     

    “Fratelli, chi ha l’uccello, per favore,

    esca fuori dal Tempio del Signore.”

    I maschi, un po’ stupiti a tal parole,

    lenti s’accinsero ad alzar le suole. 

     

    Ma il prete a quell’errore madornale

    “Fermi!”, gridò, “mi sono espresso male.

    Rientrate tutti e statemi a sentire:

    solo chi ha preso l’uccello deve uscire.” 

     

    A testa bassa, la corona in mano,

    cento donne s’alzarono pian piano.

    Ma mentre se n’andavano ecco allora che il parroco strillò:

    “Sbagliate ancora! Rientrate tutte quante, figlie amate,

    ch’io non volevo dir quel che pensate.” 

     

    “Ecco, quello che ho detto torno a dire:

    solo chi ha preso l’uccello deve uscire,

    ma mi rivolgo, non ci sia sorpresa,

    soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa.” 

     

    Finì la frase e nello stesso istante

    le monache s’alzaron tutte quante,

    e con il volto pieno di rossore

    lasciavano la casa del Signore. 

     

    “Oh Santa Vergine!”, esclamò il buon prete,

    “Fatemi la grazia, se potete!

    Poi: “Senza fare rumore dico, piano piano,

    s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano.” 

     

    Una ragazza, che col fidanzato

    s’era messa in un angolo appartato,

    sommessa mormorò, col viso smorto:

    “Che ti dicevo? Hai visto? Se n’è accorto!”